Maico Articolo Prova 2

QUATTRO CONSIGLI PER PROTEGGERE L’UDITO DEI NEONATI

La parola all’esperto, risponde il dott. Cataldo Marsico Otorinolaringoiatra – Ospedale S. Eugenio di Roma

I bambini, ancora prima di nascere, riconoscono già la voce della mamma, poiché al 6° mese di gravidanza l’apparato uditivo si è già formato. Dopo la nascita è importante monitorare la salute dell’udito per garantire il corretto percorso di apprendimento del linguaggio.

 Maico pediatrico

Rivolgiamo 4 domande al dott. Cataldo Marsico Otorinolaringoiatra – Ospedale S. Eugenio di Roma

Ci sono delle analisi che si possono fare per diagnosticare possibili disturbi uditivi nei neonati?

Attualmente già nei primi giorni di vita si può eseguire un esame di semplice esecuzione ed assolutamente indolore: le otoemissioni acustiche o emissioni cocleari che, registrando i suoni spontaneamente generati dalla coclea, sono indicative del buon funzionamento dell’apparato uditivo. Nel caso questo primo esame lasci dei dubbi sulla funzione uditiva del neonato, si possono utilizzare i potenziali evocati uditivi o ABR .

Durante la fase di crescita, ci sono atteggiamenti del bambino che potrebbero essere il campanello d’allarme di possibili disturbi all’apparato uditivo?

Due atteggiamenti devono in particolare mettere in allarme i genitori: l’assente o scarsa reazione del neonato o del bimbo ad un rumore improvviso (assenza di sussulto e rotazione del capo verso la fonte di rumore) ed il ritardo del linguaggio.

Come si può intervenire?

Appena viene diagnosticata l’ipoacusia infantile, per evitare che questa determini alterazioni del linguaggio, va impostata una precoce protesizzazione che oggi è particolarmente efficace grazie all’alta tecnologia delle nuove protesi acustiche, alcune di esse dedicate al massimo comfort dei bambini. Nel caso di sordità molto gravi o profonde si deve valutare la necessità di un intervento chirurgico per l’applicazione di un impianto cocleare.

Che cos’è il fitting pediatrico?

Il fitting pediatrico, ovvero la regolazione dell’apparecchio acustico, ha come obiettivo principale quello di fornire al bimbo il maggior numero di informazioni che riguardano il parlato. Deve dunque evitare di amplificare eccessivamente i suoni.